Al centro dell’indagine, promossa dal pm Maurizio Ascione, il designatore Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva. Due le accuse riferentesi alla stagione scorsa. In primo luogo, la designazione di arbitri graditi all’Inter nella trasferta di Bologna (Colombo) e nel derby di ritorno di Coppa Italia (Doveri). Poi la bussata ai vetri della “sala var” di Lissone per convincere indebitamente il Var Paterna e di conseguenza l’arbitro Maresca a concedere un rigore all’Udinese nella partita con il Parma. E Paterna, convocato in Procura, è passato da testimone a indagato per falsa testimonianza.

L’incipit di questa situazione sembra portare al commissariamento gradito al ministro dello sport Abodi il quale ritiene che solo così si possa realizzare una riforma radicale della Federcalcio. Attenzione però ai distinguo sui capi d’accusa. La questione degli arbitri graditi all’Inter deriva probabilmente da intercettazioni telefoniche, ma si scontra con la realtà.

L’arbitro Colombo, che piace a tutti i club per competenza e autorevolezza, non s’è dimostrato un “amico dell’Inter” in occasione della partita di Bologna. Nel finale ha convalidato la rete vincente di Orsolin benché sia scaturita da due rimesse laterali consecutive effettuate da Miranda molto più avanti (una dozzina di metri) dei punti corretti. In precedenza, aveva ammonito Mkhitaryan e Bastoni che, diffidati, non parteciparono alla successiva gara con la Roma. Bizantino appare il ragionamento secondo il quale Rocchi avrebbe designato l’arbitro Doveri per il derby di ritorno di Coppa Italia con l’obbiettivo di non fargli dirigere la finale. Per inciso il Milan si affermò 3-0 senza questioni arbitrali.

Invece la “bussata” di Lissone scaturisce dalla denuncia inviata dall’ex assistente Domenico Rocca alla procura federale e successivamente archiviata. E qui si pongono due interrogativi. Se Rocca non era a Lissone, chi gli ha suggerito il nome del designatore Rocchi come “influencer” del Var Paterna? E perché la procura federale, guidata da Chiné, ha archiviato la denuncia benché Paterna abbia cambiato idea sull’episodio dopo essersi rivolto (“È rigore?”) a chi era dietro alle vetrate della “sala var”?

Si pone intanto l’interrogativo su chi effettuerà le designazioni delle ultime 4 giornate: fuori gioco Rocchi e Gervasoni, ex assistenti Tonolini e Di Liberatore, resta il romano Ciampi, che aveva ricoperto lo stesso incarico in C. Quasi una nemesi storica al pensiero che Zappi dovrà probabilmente lasciare la presidenza dell’Aia per aver indotto gli ex designatori di Serie C (Ciampi) e Dilettanti (Pizzi) a dimettersi per lasciare spazio a Orsato e Braschi. La ruota gira.