KIEV - L’Ucraina è stata colpita nella notte da una delle offensive aeree più intense delle ultime settimane. La Russia ha scatenato un massiccio attacco impiegando 70 missili e 611 droni. Secondo l’aeronautica militare ucraina, i sistemi di difesa sono riusciti a intercettare 50 missili e 582 droni, ma l’impatto dei vettori filtrati ha causato almeno 9 morti complessivi e danni devastanti.
I bombardamenti hanno preso di mira quasi tutti i quartieri della capitale Kiev, dove si registrano 5 vittime e 35 feriti, tra cui una donna incinta e un bambino. I raid hanno pesantemente danneggiato la rete elettrica, lasciando al buio circa 140mila residenti nei quartieri settentrionali. Oltre alla capitale, l’ondata di attacchi ha raggiunto Kharkiv e Dnipro, accanendosi in particolare sui primi soccorritori: a Kharkiv 5 vigili del fuoco sono rimasti uccisi dalle bombe mentre spegnevano un incendio causato da un primo attacco, mentre a Dnipro altri 5 soccorritori sono rimasti feriti.
Il bombardamento di Mosca è tornato a colpire il cuore dell’identità culturale e religiosa del Paese. Il raid giunge a pochi giorni dalla firma, da parte di Volodymyr Zelensky, del provvedimento di ratifica della “Carta europea delle lingue regionali o minoritarie”, nel cui elenco delle lingue protette il russo non è stato inserito, escludendolo così da finanziamenti pubblici e programmi di tutela statale in quanto parlato capillarmente in tutto il territorio e non considerabile come minoranza regionale.
Il danno più grave è stato registrato a Kiev, dove un razzo ha colpito e in parte distrutto la storica Cattedrale della Dormizione, cuore dello storico Monastero delle Grotte (Kyiv Pechersk Lavra). Il complesso, fondato nell’undicesimo secolo e famoso per le sue cupole dorate, è iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1990 e, dal 2023, in quella dei beni in pericolo a causa della guerra. Le fiamme hanno squarciato una facciata e distrutto parte del tetto, richiedendo l’intervento di oltre dieci mezzi dei vigili del fuoco.
Il portavoce della Chiesa ortodossa ucraina, Yevstratiy Zoria, ha diffuso le immagini del rogo, mentre il vescovo Avraamy ha assicurato che le icone e le sacre reliquie sono state messe in salvo in tempo. L’Unesco ha espresso una ferma condanna per il raid, confermando “importanti danni all’interno e all’esterno della Cattedrale della Dormizione” e specificando che sono state colpite anche le strutture storiche adiacenti, tra cui la torre di Ivan Kushnik.
La cattedrale conserva un valore fortemente simbolico: eretta tra il 1073 e il 1078, fu il luogo in cui il monaco Nestore scrisse la “Cronaca degli anni Passati” (il primo documento della storiografia nazionale ucraina, redatto quando Mosca ancora non esisteva) testo oggi strattonato dalla storiografia russa di Vladimir Putin come elemento fondante della propria identità. Il sito è storicamente conteso tra la Chiesa ucraina legata al Patriarcato di Mosca e la Chiesa autocefala ucraina; quest’ultima, guidata dal Metropolita Epifanio dal 2018, si è formalmente e definitivamente separata da Mosca nel 2022 a compimento dell’indipendenza religiosa ucraina.
La cattedrale affronta una ferita non nuova alla sua storia: il 3 novembre 1941, durante l’occupazione nazista e subito dopo l’evacuazione dell’Armata Rossa (che secondo diverse ricostruzioni lasciò dell’esplosivo nei punti nevralgici della città), la struttura fu devastata da una serie di esplosioni. Rimasta in ruderizzazione per decenni, la cattedrale era stata interamente ricostruita dopo l’indipendenza e riconsacrata nel 2000.
Oltre al monastero, nella notte le fiamme hanno divorato il prospiciente complesso Mystetskyi, sede del Centro nazionale per la cultura e le arti che aveva appena ospitato la principale fiera libraria del Paese. Un altro vasto incendio ha colpito il Centro cinematografico Dovzhenko, dove la ministra della Cultura e vicepremier, Tetiana Berezhna, ha denunciato il danneggiamento dei laboratori e la distruzione della più grande collezione storica nazionale di costumi di scena, comprendente 100mila abiti e tre milioni di accessori. Danni significativi sono stati segnalati anche al Museo d’arte di Kharkiv e al Centro per l’organo e la musica da camera della chiesa Bryanska a Dnipro.
Il presidente Volodymyr Zelensky, dopo aver ispezionato i siti distrutti a Kiev, ha accusato Mosca di aver preso di mira deliberatamente il distretto culturale con l’uso di due droni.
Il leader ucraino ha lanciato un appello immediato ai leader delle grandi potenze, proprio nel giorno dell’apertura del vertice del G7: “È importante che il mondo non resti in silenzio di fronte a questo ultimo atto di barbarie russa: l’attacco alla Lavra è un’aggressione alla comunità cristiana e al patrimonio culturale dell’umanità. Non può esserci giustificazione per questo o per qualsiasi altro attacco russo simile. Ciò che serve è una maggiore cooperazione per fermare la guerra della Russia e una protezione più forte per salvare vite dalla Russia. È fondamentale che i Paesi del G7, attualmente riuniti per il loro vertice, rispondano in modo deciso e sostanziale: maggiore pressione sull’aggressore e maggiore sostegno alle difese aeree dell’Ucraina, in particolare alle sue capacità di difesa antimissile balistica”.
Zelensky ha confermato di aver dato mandato al corpo diplomatico di ottimizzare i contatti per ottenere strumenti di difesa concreti. Sulla stessa linea, il Metropolita Epifanio ha definito l’attacco “un crimine contro l’umanità, la storia e contro la cristianità“, chiedendo cos’altro debba fare il leader del Cremlino “perché il mondo capisca che devono essere compiute azioni decisive”. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha intanto annunciato un ricorso formale all’Unesco contro quella che ha definito una “barbaria di stato”.
Di contro, il ministero della Difesa russo ha confermato l’offensiva massiccia spiegando che l’azione è stata condotta “in risposta agli attacchi di Kiev” e ha assicurato che i bersagli mirati erano esclusivamente infrastrutture militari a Kiev, Kharkiv e Dnipro. Mosca ha fermamente negato la paternità del danno alla Cattedrale dell’Assunzione, scaricando la responsabilità sui sistemi di difesa ucraini: “Il complesso del monastero di Pechersk Lavra di Kiev è stato colpito da un missile di un sistema Patriot statunitense. Una delle ragioni del malfunzionamento di questo sistema potrebbe essere che i paesi occidentali hanno fornito al regime di Kiev missili la cui data di scadenza era già passata”.
Nelle stesse ore in cui si consumavano i raid in Ucraina, le autorità russe hanno registrato pesanti attacchi di droni ucraini all’interno dei propri confini. Nella regione di confine di Briansk, i sistemi di difesa aerea russi avrebbero abbattuto 59 droni. Il governatore Dmitry Milyayev ha riferito che la caduta di un drone in un’area residenziale ha provocato la morte di tre civili e il ferimento di altre tre persone, tra cui un bambino di un anno, danneggiando diverse abitazioni in quattro villaggi della zona.
Il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, ha confermato l’intercettazione di quattro droni diretti verso la capitale russa. Complessivamente, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver distrutto nella notte 123 droni ucraini diretti contro le regioni di Belgorod, Briansk, Kaluga, Kursk, Oryol, Rostov, Ryazan, Smolensk, Tver, Tula e Mosca, intercettando ulteriori velivoli senza pilota sopra la Crimea, il Mar d’Azov e il Mar Nero.