BUENOS AIRES - Una speciale tournée ha portato a Buenos Aires e nel nord-est argentino un grande interprete della viola e ambasciatore della tradizione musicale italiana.  

Il violinista pugliese Marco Misciagna ha offerto una serie di concerti e incontri dedicati non soltanto all’esibizione delle sue capacitá, ma anche alla formazione delle nuove generazioni.

Lo scorso venerdì 7 agosto, il Salón Dorado del Teatro Colón ha accolto il concerto solistico di Marco Misciagna, violista e violinista italiano di riconosciuto prestigio internazionale, già insignito dal Governo belga del titolo di “Artista d’Eccellenza”.

Nato a Bari nel 1984, Misciagna ha iniziato giovanissimo il proprio percorso musicale, diplomandosi a soli quindici anni presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” della sua città e perfezionandosi successivamente all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. 

La sua presenza in Argentina, sostenuta dall’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires e dalla Fundación Pradier Redes Culturales, nell’ambito del VI Festival Filarmonico della Biennale Internazionale d’Arte del Chaco, rappresenta un importante momento di incontro tra la tradizione strumentale italiana ed europea e il mondo accademico e musicale argentino.

Il concerto al Colón ha confermato la particolare cifra artistica del musicista pugliese, capace di esplorare le possibilità espressive e timbriche della viola attraverso un repertorio che ha unito la grande tradizione classica alla musica spagnola e alle suggestioni contemporanee.

Il programma presentato al Salón Dorado era composto interamente da arrangiamenti per viola sola realizzati da Marco Misciagna.

La serata si è aperta con la celebre Passacaglia di Heinrich Ignaz Franz von Biber, brano di grande complessità tecnica, per poi proseguire con due brani di Isaac Albéniz, “Asturias” e “Rumores de la Caleta”, seguite dalle composizioni di Francisco Tárrega “Capricho árabe” e “Tango”, proposte nella personale trascrizione del solista.

Utilizzando alcune delle possibilità sonore meno convenzionali della viola, ha trasformato lo strumento in un vero laboratorio sonoro combinando il pizzicato e l’uso dell’arco con effetti percussivi ottenuti direttamente sulla cassa armonica.

A completare il programma sono stati i “Sei Preludi di Jazz per viola” da lui composti, testimonianza di questa ricerca sulle possibilità sonore dello strumento con stili musicali differenti.

La serata ha però riservato al pubblico anche una sorpresa. Al termine del programma, Misciagna ha interpretato “Havun Havun”, antico canto armeno medievale dedicato alla pace, con cui ha invitato il pubblico ad accompagnarlo intonando un Sol in coro, per trasformare la sua presentazione in un esperienza partecipativa.

“Mi è sembrato opportuno di questi tempi”, ha spiegato il musicista al termine dell’esecuzione, sottolineando il significato particolare della scelta, mentre incontrava i numerosi studenti dei conservatori e giovani musicisti presenti in sala.

I ragazzi hanno avuto l’opportunità di avvicinare il maestro e dialogare con lui in un confronto diretto che ha trasformato il concerto in una vera occasione di formazione e scambio culturale.

Il concerto di Buenos Aires si inserisce in una tournée argentina che ha avuto una forte componente artistica, ma anche pedagogica.

L’avvio del tour era avvenuto a Corrientes, con un concerto al Teatro Ufficiale Juan de Vera, prima di esibirsi con l’Orchestra Redes Culturales-UNNE, diretta dal maestro Gustavo Patricio Gómez Nardo, nella “Grande Sonata per viola e orchestra MS 70” di Niccolò Paganini.

Per la sua esecuzione, l’artista ha ricevuto il Reconocimiento Libertador General San Martín, la più alta onorificenza provinciale. L’evento aveva inoltre avuto una finalità benefica, con l’incasso destinato al sostegno accademico del corso per Tecnici di Strumenti Orchestrali.

Successivamente Misciagna è stato protagonista del Festival Filarmonico della Biennale del Chaco, diretto dal maestro argentino Mario Benzecry, dove per dieci giorni ha lavorato con oltre 120 giovani musicisti attraverso masterclass, workshop e prove d’insieme. Un impegno formativo che è proseguito anche a Buenos Aires, con attività specialistiche presso il Palacio Libertad.

La tournée argentina si conclude questa sera, lunedì 10 agosto, con un nuovo appuntamento solistico nella solenne cornice della Legislatura della Città di Buenos Aires.