ROMA - Gioca la Nazionale e l’Italia si ferma. La bolla degli azzurri non è stata scalfita dalle preoccupazioni legate all’ipotesi del commissariamento della Figc per il caso del mancato tesseramento del presidente Giovanni Malagò al momento della candidatura, ma la vicenda agita inevitabilmente vertici e componenti. Una situazione che “con lo sport ha poco a che fare”, secondo il numero 1 della Federcalcio che incassa nuovamente la fiducia delle altre leghe e di calciatori e tecnici, dopo la posizione netta di sostegno espressa dalla Serie A di Ezio Maria Simonelli.
“Il commissariamento ci fa paura perché vorrebbe dire andare contro quella che è stata la democrazia all’interno di questa Federazione”, ha detto il presidente Aiac, Renzo Ulivieri all’uscita dal consiglio federale, mentre il numero 1 dell’assocalciatori Umberto Calcagno definisce la situazione “paradossale”.
Parla a titolo personale Matteo Marani - in attesa dell’assemblea della Lega Pro del 1° ottobre, al quale Malagò è invitato - che sottolinea come l’ipotesi di un commissario alla guida di una federazione “sia sempre una sconfitta per lo sport”.
Contrario ai commissariamenti è da sempre il presidente della Lega Dilettanti (e candidato alle ultime elezioni Figc) Giancarlo Abete che tiene distinta però “la dimensione del confronto di politica sportiva dall’approfondimento del quadro normativo sul quale ci sono, nel rapporto tra illustri magistrati, come Chinè e Taucer, posizioni diverse.
Questa è una valutazione che faranno gli organi deputati che hanno una responsabilità in quanto componenti di un ente pubblico”. Il riferimento è alle diverse interpretazioni del procuratore generale dello Sport e del procuratore federale. Per Chinè - anche in virtù della necessità dell’accredito di una delle componenti - la disposizione del comma 1 dell’articolo 29 dello statuto Figc (“in regola con il tesseramento”) va letta come vincolante solo per chi è già tesserato. Taucer non ha condiviso l’interpretazione, ritenendo il tesseramento un requisito imprescindibile ai fini della candidabilità e dell’eleggibilità.
La palla ora è passata al Coni che sta effettuando approfondimenti giuridici.