ROMA - Papa Francesco ha pronunciato la sua preghiera speciale per la pandemia sul sagrato della Basilica di San Pietro. Nei pressi del cancello centrale della Basilica Vaticana erano collocati l’immagine della Salus Populi Romani e il Crocifisso “miracoloso” di San Marcello. Al termine della celebrazione, il Papa ha impartito la benedizione “Urbi et OrbI”, in una Piazza San Pietro vuota come mai si era vista. Tutta la cerimonia si è svolta in una atmosfera surreale: solo il rumore della pioggia e il verso dei gabbiani hanno fatto da sottofondo alle parole di Francesco. Il Papa ha ricordato come “non ci siamo fermati davanti ai richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: ‘Svegliati Signore!’”. 

Nel frattempo, mentre piovono le critiche alla proposta di Matteo Renzi di riapertura graduale di scuole e fabbriche (“Serve un piano per la riapertura e serve ora. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le Chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire”) ed in particolare dal mondo scientifico secondo il quale la situazione è “ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve”, sull’argomento è intervenuta anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. “Se andiamo a vedere gli ultimi dati, mi viene da pensare che la data del 3 aprile sia troppo ravvicinata per dire che verrà riaperto tutto”. “La situazione - ha aggiunto - è seguita a vista e quindi le decisioni verranno prese man mano che la situazione sarà più tranquilla come numeri di decessi e contagi”.