KHARTOUM - Diciotto civili sono stati uccisi a sud di Khartoum, capitale del Sudan, dove nella giornata di mercoledì un mercato è stato colpito da bombardamenti aerei e fuoco di artiglieria, provocando il ferimento di altre 106 persone. Lo afferma un gruppo di avvocati per i diritti umani. 

A Khartoum i combattimenti non hanno perso intensità dopo che l'esercito ha abbandonato i colloqui per una tregua. L'esercito sudanese ha, infatti, "sospeso la sua partecipazione ai negoziati" in Arabia Saudita per una tregua con i paramilitari che combattono per il potere sotto l'egida degli americani e dei sauditi: lo ha dichiarato oggi un funzionario del governo sudanese. 

L'esercito ha preso questa decisione "perché i ribelli non hanno mai applicato uno dei punti dell'accordo di tregua temporanea, che prevede il loro ritiro da ospedali e case, e stanno costantemente violando la tregua", ha spiegato il funzionario, che ha voluto mantenere l'anonimato. 

Dall'inizio degli scontri a metà aprile circa 1,3 milioni di persone sono state sfollate all'interno e all'esterno del Paese e in centinaia hanno perso la vita o rimaste ferite. Sul terreno, i recenti combattimenti nel Darfur Occidentale sono stati caratterizzati da pesanti colpi di artiglieria e da sparatorie indiscriminate nelle aree residenziali, oltre che dall'attacco alle strutture sanitarie. 

Stando a un gruppo di quartiere che organizza gli aiuti la situazione è "catastrofica" e occorrono l'aiuto di medici e donazioni di sangue. Alcuni residenti hanno riferito all'Afp che le truppe fedeli al capo dell'esercito Abdel Fattah al-Burhan hanno attaccato le basi chiave dell'RSF (Rapid Support Forces) guidate dal comandante Mohamed Hamdan Daglo. I civili sono esasperati dalla guerra civile che sconvolge Khartoum e altre parti del Paese dallo scorso 15 aprile.  

Intanto, un portavoce del Dipartimento di Stato ha fatto sapere che "una volta che le forze hanno chiarito con le loro azioni che sono seri nel rispettare il cessate il fuoco, gli Stati Uniti e il Regno dell'Arabia Saudita sono pronti a riprendere la facilitazione delle discussioni sospese per trovare una soluzione negoziata a questo conflitto".