LIMA - Un viaggio alla scoperta di uno dei siti archeologici più celebri del mondo si è trasformato in una tragedia. Sette cittadini italiani hanno perso la vita insieme ad altri quattro turisti europei e ai due piloti peruviani nello schianto di un aereo turistico della compagnia Aerodiana, precipitato dopo il sorvolo delle Linee di Nazca, nel sud del Perù.

L’incidente, che non ha lasciato superstiti, ha spinto le autorità peruviane a sospendere temporaneamente le operazioni della compagnia in attesa dei risultati dell'inchiesta sulle cause del disastro.

Tra le tredici vittime figurano sette italiani, partiti dalla Brianza per un viaggio organizzato insieme. Il gruppo, composto da due famiglie e alcuni amici uniti dalla passione per i viaggi, stava visitando il Perù e aveva scelto di sorvolare le Linee di Nazca, patrimonio mondiale dell’UNESCO, una delle principali attrazioni turistiche del Paese.

Tra le vittime italiane ci sono Cristina Maria Bianco, imprenditrice nel settore della selezione del personale, e i figli ventenni Matteo e Pietro, che viaggiavano insieme al marito e padre Paolo Gianturco, partner di Deloitte. 

La notizia ha profondamente colpito anche il mondo dell’impresa e della consulenza. “È una tragedia immensa che sconvolge tutta la nostra comunità professionale e la nostra grande famiglia”, ha dichiarato all’ANSA l’amministratore delegato di Deloitte, Fabio Pompei.

L’altra famiglia italiana coinvolta nella tragedia era quella di Massimo Angelucci, 58 anni, della moglie Elena Sala, anche lei di 58 anni, e del figlio Lorenzo Angelucci, 24 anni. 

Massimo era titolare della Icma Tecno, azienda di Lissone specializzata nella produzione di componenti meccaniche, mentre la moglie collaborava con lui nella gestione dell'impresa. Lorenzo si era laureato da poco al Politecnico di Milano e condivideva con i genitori la passione per i viaggi e la scoperta di nuove culture. “L'intera città è sconvolta da questa vicenda e ci siamo già messi a totale disposizione dei familiari per qualunque necessità operativa e pratica”, ha dichiarato all’ANSA il sindaco di Seregno, Alberto Rossi.

Nello schianto sono morti anche i due piloti peruviani, due turisti tedeschi e due spagnoli.

Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha reso noto che l’Ambasciata d’Italia a Lima è in contatto con le autorità locali e che le famiglie delle vittime sono state informate. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso il proprio cordoglio per la tragedia.

Uno degli elementi centrali dell’inchiesta riguarda la comunicazione inviata dall’equipaggio pochi istanti prima dello schianto.
Il ministro del Commercio Estero e del Turismo del Perù, Rogers Valencia, ha riferito che i piloti avevano contattato la torre di controllo per segnalare un problema meccanico.

Il velivolo coinvolto era un Cessna Grand Caravan C-208, impiegato nei voli panoramici sulle Linee di Nazca. Dopo la richiesta di assistenza, le comunicazioni radio si sono improvvisamente interrotte.

La Commissione investigativa sugli incidenti aerei sta ora analizzando il relitto, la traiettoria di volo e tutti i dati disponibili per accertare cosa abbia provocato la caduta dell'aereo.

Al momento dell’incidente il cielo era sereno e le condizioni meteorologiche apparivano favorevoli, un elemento che rende ancora più complessa la ricostruzione della dinamica.

Secondo l’agenzia di stampa statale Andina, i voli turistici erano ripresi proprio quel giorno dopo una sospensione dovuta ai forti venti che, il giorno precedente, avevano provocato la caduta di alberi, danni alle infrastrutture e incidenti stradali nella regione di Ica.

Gli investigatori stanno verificando se le condizioni atmosferiche residue possano aver avuto un ruolo. Il Cessna Grand Caravan, infatti, è un aeromobile di piccole dimensioni che opera a quote relativamente basse e può essere maggiormente esposto a turbolenze rispetto ad aerei più grandi. 

In seguito all’incidente, il Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni del Perù e la Direzione Generale dell'Aviazione Civile (DGAC) hanno disposto la sospensione temporanea delle operazioni della compagnia Aerodiana. 

La misura resterà in vigore fino al termine delle indagini, che dovranno verificare il rispetto delle normative aeronautiche, delle procedure operative e dei requisiti di sicurezza previsti dalla legislazione peruviana.

Le autorità ribadiscono che non esiste ancora alcuna conclusione ufficiale. Tra le ipotesi al vaglio figurano il possibile guasto meccanico segnalato dall’equipaggio, eventuali fattori ambientali e le manovre compiute nei minuti precedenti all’incidente. Saranno le analisi tecniche sui rottami e sui dati di volo a chiarire con precisione le cause della tragedia.

Non è escluso che i piloti abbiano dovuto affrontare una situazione di emergenza improvvisa, ma al momento non vi sono elementi che consentano di stabilire se eventuali manovre effettuate abbiano contribuito allo schianto.