KIEV - La tensione tra Russia e Ucraina segna una nuova escalation, con attacchi incrociati che colpiscono centri abitati e infrastrutture civili, mentre sul piano diplomatico si cerca una strategia comune per costringere il Cremlino al negoziato. 

Un attacco missilistico russo ha colpito duramente l’insediamento di Merefa, nella regione di Kharkiv, nell’Ucraina orientale. Il governatore Oleg Synegubov ha confermato un bilancio tragico: 4 morti (due uomini di 50 e 63 anni e due donne di 41 e 52 anni) e 16 feriti. 

L’esplosione ha causato incendi, poi domati, e danneggiato edifici residenziali, negozi e una stazione di servizio. Le squadre di emergenza continuano a lavorare sul luogo dell’impatto per mettere in sicurezza l’area. 

Nella notte tra il 3 e il 4 maggio, anche le forze ucraine hanno lanciato un attacco sulla capitale russa. Un drone ha colpito i piani alti di un grattacielo residenziale in via Mosfilmovskaya, una zona che ospita numerose ambasciate straniere. Nonostante i danni visibili alla struttura, il sindaco Sergei Sobyanin ha dichiarato che non risultano feriti.

Un secondo drone diretto verso Mosca è stato abbattuto dai sistemi di difesa russi durante la fase di avvicinamento. 

Intervenendo al summit della Comunità politica europea in Armenia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha delineato i prossimi mesi come decisivi. Secondo il leader ucraino, l’estate 2026 sarà il momento in cui Putin dovrà scegliere se espandere il conflitto o ricorrere alla diplomazia.

Il presidente ha evidenziato come la decisione russa di svolgere la parata del 9 maggio senza mezzi militari sia un segno di debolezza e del timore verso i droni ucraini sulla Piazza Rossa.  

In questo contesto, Zelensky ha sollecitato l’Europa a parlare con una “voce sola” nei futuri negoziati e ha definito fondamentale il nuovo pacchetto di aiuti dell’Unione Europea da 90 miliardi di euro destinato alla difesa e alla produzione di droni. 

A Erevan, i leader di Regno Unito, Francia, Italia, Polonia, Canada, Norvegia e Finlandia hanno ribadito il loro supporto a Kiev. Zelensky ha insistito sulla necessità di non allentare la pressione, chiedendo di colpire duramente la “flotta ombra” del petrolio russo per minare ulteriormente l’economia di guerra del Cremlino.