VENEZIA-UDINESE 2-1
VENEZIA (3-5-2): Stankovic 6.5; Halhal 6, Moreno 5.5, Juan Jesus 5.5; Hainaut 6, Kike Perez 7, Sohm 6, Basic 6.5 (39’ st Helgason sv), Mazzocchi 6.5 (24’ st Haps 6); Yeboah 5.5 (39’ st Lauberbach sv), Adams 6. All. Nicola 6
UDINESE (3-4-2-1): Okoye 6; Abankwah 5.5 (29’ st Kabasele 6), Solet 6 (42’ st Miller sv), Palma 5.5; Vojvoda 6, Karlström 5.5, Piotrowski 5.5 (20’ st Chakvetadze 6), Kamara 6; Zaniolo 6 (29’ st Unai Gomez 5.5), Ekkelenkamp 6.5 (42’ st Bayo sv); Davis 5.5. All. Zanetti 5.5
Arbitro: Sacchi di Macerata 6
RETI: 9’ st Basic, 12’ st aut. Moreno, 19’ st Kike Perez
NOTE: ammoniti Mazzocchi, Palma; angoli 7-2 per l’Udinese; recupero 1’ e 5’
VENEZIA - Il ritorno di Zanetti al Penzo, da tecnico dell’Udinese, è amarissimo: il ‘suo’ Venezia sconfigge i friulani per 2-1 e li fa scivolare all’ultimo posto della Serie A.
Il neotecnico dei bianconeri schiera i suoi col 3-4-2-1 e conferma il duo Ekkelenkamp-Zaniolo alle spalle di Davis, mentre Nicola rispolvera Yeboah come spalla di Adams nel 3-5-2 dei lagunari. Sono proprio i padroni di casa a muoversi per primi in attacco, sfruttando le corsie esterne: Hainaut e Mazzocchi saggiano i riflessi di Okoye, ma non trovano il gol. L’Udinese rischia ancora sul tiro-cross dell’ex Napoli e trova le giuste motivazioni solo alla mezz’ora, per lo scontento di Zanetti: Ekkelenkamp impegna Stankovic, ma è 0-0 al riposo.
Tutt’altro ritmo nella ripresa, che inizia con l’assalto all’arma bianca di un’Udinese che ha un disperato bisogno di punti: Stankovic salva ancora la sua porta in due occasioni, imprecisi gli attaccanti friulani. Proprio nel miglior momento di un’aggressiva Udinese, vicinissima al gol con Ekkelenkamp, il Venezia colpisce e passa in vantaggio: Adams apparecchia la tavola per Basic, che non sbaglia un autentico rigore in movimento per l’1-0. È il 54’ e il vantaggio lagunare resiste per soli 3’, visto che il Venezia si fa male da solo: Moreno va in tilt nel tentativo di anticipare Davis, autogol e 1-1 (57’). L’Udinese sembra tornare in controllo della sfida, ma affonda definitivamente al 65’, quando Kike Perez trova uno straordinario eurogol: sinistro al sette e Okoye non può farci nulla, è 2-1 veneziano. Gli arancioneroverdi si coprono, perdendo Mazzocchi per infortunio e togliendosi anche il lusso di non schierare un big come Busio, e l’Udinese non è praticamente mai pericolosa: neppure le due punte risvegliano i friulani, che vanno mestamente ko. Ottavo ko nelle ultime nove gare per l’Udinese, la cura-Zanetti per ora non funziona: friulani ultimi con cinque punti. Li scavalca il Venezia, ora a quota 6: secondo successo per Nicola in un autentico scontro-salvezza che dà morale ai veneti.
“Al di là dei tre punti, sono felice di aver capitalizzato una buona prestazione. Avevamo fatto delle ottime partite sia contro l’Inter che contro il Como, ma anche a Genova, e non avevamo raccolto nulla. La continuità dimostrata contro una squadra solida mi rende felice, sono molto soddisfatto della nostra prestazione soprattutto nella prima mezz’ora. Abbiamo cercato un gioco più manovrato e abbiamo lavorato tanto sugli esterni, peccato non aver trovato il gol in quel momento. L’Udinese è stata molto abile a farci perdere le distanze negli ultimi minuti del primo tempo e nel primo della ripresa, poi siamo tornati fuori e abbiamo trovato la vittoria con Kike Perez. Peccato per il terzo gol mancato, ma andiamo avanti così”, ha dichiaratoDavide Nicola, tecnico del Venezia. Il tecnico lagunare si sofferma poi sulle doti dei singoli: “Ogni squadra ha dei giocatori di qualità, le nostre forse sono da scoprire un po’ di più sia per i giocatori stessi che per gli addetti ai lavori. Abbiamo giocatori tecnici, giocatori fisici e giocatori bravi tatticamente che dobbiamo valorizzare e possono emergere contro squadre d’alto livello. Stiamo dimostrando di valere la categoria, possiamo ancora migliorare tanto col lavoro”, ha spiegato Nicola. La chiusura è sugli inserimenti dei centrocampisti, decisivi coi gol di Basic e Kike Perez: “La fase offensiva non riguarda solo gli attaccanti, tutti devono partecipare. I miei giocatori offensivi stanno lavorando tanto per la squadra, dovremo essere bravi noi a farli risaltare e servirli in modo diverso. I gol delle mezzali sono importanti, entrano spesso in area e sfruttano il gioco sulle fasce e le aperture di Yeboah. Continuiamo così”.
“In due allenamenti non si fanno i miracoli. La realtà è che in questo momento facciamo fatica, siamo una squadra che non riesce a tenere il ritmo e va a folate. Andiamo con dei ritmi troppo blandi sia in attacco che in difesa, non riusciamo a reggere a cento all’ora. Abbiamo dei giocatori forti e tecnici che possono performare molto di più, c’è tanto da fare. Tocchiamo il fondo e siamo ultimi, ma l’anno scorso abbiamo fatto 50 punti. Ci sono tutte le possibilità di rimettere in sesto il campionato e la classifica, ma serve una mentalità diversa”, l’analisi di Paolo Zanetti, neo tecnico dell’Udinese. La formazione friulana è ultima, una situazione che preoccupa il mister, appena succeduto a Runjaic: “I ragazzi in questo momento stanno soffrendo una situazione che non si aspettavano nemmeno loro, evidentemente hanno perso qualcosa e hanno lasciato qualche dettaglio per strada. Ora bisogna calarsi nella realtà della lotta-salvezza, prendere di petto la situazione e tirare fuori la forza mentale e comportamentale. La squadra tecnicamente c’è, ma non basta. Non dobbiamo andare a folate, l’Udinese ha sempre avuto grande gamba e intensità, invece fatichiamo ad arrivare sul pallone e perdiamo ogni duello. Lo trovo paradossale”. Non è passata inosservata la crisi di Davis, a secco in questo campionato: “Sicuramente va aiutato, sia da me che dalla squadra. Sinceramente penso che abbia fatto una buona partita, le occasioni le ha create. Ha avuto qualche difficoltà fisica, ha avuto le sue chances e non le ha sfruttate. Non è tutto da buttare, abbiamo preso un palo e abbiamo creato delle situazioni. La squadra fa intravedere delle cose - ha concluso Zanetti - ma il crollo fisico è stato evidente e in questa categoria si paga”.