EREVAN - Al via il vertice della Comunità Politica Europea (EPC) a Erevan, in Armenia, dove i leader dell’Unione Europea e il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, si sono riuniti per discutere le nuove sfide geopolitiche e il futuro dei rapporti transatlantici. 

Il Segretario Generale della Nato ha ammesso ai cronisti che gli Stati Uniti sono rimasti “delusi” dal mancato sostegno degli alleati durante l’attacco all’Iran. Tuttavia, Rutte ha sottolineato che le cancellerie europee hanno ormai “recepito il messaggio” del presidente Donald Trump. Secondo il Segretario, i partner europei sono già al lavoro per garantire la piena attuazione degli accordi sull’utilizzo delle basi militari statunitensi nel continente, cercando di ricucire lo strappo con Washington. 

Sulla stessa linea di pragmatismo, ma con un forte accento sulla sovranità, si è espressa la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. “Abbiamo bisogno di maggiore indipendenza, difesa e sicurezza. Dobbiamo aumentare le nostre capacità militari per essere in grado di difenderci e proteggerci da soli”, ha dichiarato al suo arrivo. 

Von der Leyen ha poi sottolineato il valore simbolico della scelta di Erevan come sede del summit, definendo l’Europa una “grande e ampia famiglia” legata dagli stessi interessi e costretta ad affrontare le medesime sfide globali. 

L’Alto rappresentante per la Politica estera, Kaja Kallas, ha commentato con franchezza la questione del disimpegno militare statunitense: pur ammettendo che il ritiro delle truppe Usa dall’Europa fosse un tema in discussione da tempo, ha definito la tempistica dell’annuncio una vera e propria “sorpresa”. 

Kallas ha ribadito l’urgenza di rafforzare il pilastro europeo della Nato, ricordando però che la presenza dei soldati statunitensi nel vecchio continente non serve solo a proteggere gli alleati, ma garantisce gli interessi strategici degli stessi Stati Uniti. 

Infine, la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha spostato l’attenzione sulle minacce ibride e sulla disinformazione. “Le guerre non si combattono solo sul terreno, ma anche nella sfera digitale”, ha avvertito Metsola, sottolineando come gli attacchi informatici colpiscano le parti più vulnerabili della società. La lotta alla disinformazione è stata indicata come una priorità assoluta per il Parlamento Europeo, poiché queste minacce non sono più rischi remoti, ma pericoli reali e immediati per la tenuta delle democrazie occidentali. 

I rapporti tra Stati Uniti e Nato rimangono segnati dalle tensioni post-Iran, ma l’Europa si sta impegnando sulla gestione delle basi Usa. Allo stesso tempo, l’Unione Europea punta a un’autonomia strategica potenziando le proprie capacità militari per ridurre la dipendenza da Washington. Parallelamente, il Parlamento Europeo pone il focus sulla difesa digitale, concentrandosi sul contrasto alla disinformazione e ai rischi ibridi.