MELBOURNE – Il futuro energetico del Victoria sarà uno dei temi centrali delle elezioni di novembre, trovandosi Partito laburista e Coalizione divisi sulla costruzione di nuove linee di trasmissione, sull’uso del gas e sul modo di sostituire le centrali a carbone destinate alla chiusura.

Il nodo immediato è Yallourn, nella Latrobe Valley, che dovrebbe cessare l’attività nel 2028. Nell’ultimo anno la centrale ha prodotto il 14,8 per cento dell’elettricità dello Stato.

La Coalizione ha promesso di cancellare VNI West, la linea ad alta tensione da 7,6 miliardi di dollari progettata per collegare il Victoria al New South Wales e integrare nuovi impianti rinnovabili. Il governo statale ha già assegnato alla spagnola Iberdrola la costruzione dei 240 chilometri di infrastruttura attraverso la sotto-regione di Wimmera.

La rinuncia potrebbe comportare indennizzi a carico dei contribuenti, ma il ministro ombra per l’Energia David Davis sostiene che il progetto abbia ormai “perso la licenza sociale”. La Coalizione vuole inoltre sospendere e riesaminare il Western Renewables Link.

Il Partito laburista ritiene invece VNI West essenziale. Il ministro dell’Energia Jaclyn Symes ha avvertito che abbandonarlo comprometterebbe l’affidabilità della rete e frenerebbe nuovi investimenti regionali.

Il progetto è già in ritardo di due anni e, secondo il Revisore generale di conti dello Stato, non sarà completato prima del 2030, due anni dopo la prevista chiusura di Yallourn.

La Coalizione propone di affidarsi maggiormente alla generazione “firm”, disponibile quando richiesta dalla rete, attraverso un’asta aperta alle diverse tecnologie. Pur dichiarandosi tecnologicamente neutrale, ritiene che il gas sia la soluzione più probabile per fornire gran parte della capacità necessaria.

Nel 2025-26, tuttavia, il gas ha rappresentato soltanto il 2,4 per cento della produzione elettrica del Victoria, contro il 52,5 per cento del carbone e il 45,1 per cento delle rinnovabili.

L’esperto del Grattan Institute Tony Wood ha osservato che il Victoria rischia già carenze di gas nei prossimi anni e che utilizzarlo non soltanto come riserva per eolico e solare, ma per sostituire centrali come Yallourn e successivamente Loy Yang, sarebbe particolarmente difficile.

Gavin Dufty di St Vincent de Paul ha indicato un problema ancora più ampio: gli impianti a carbone stanno uscendo dal sistema mentre nuova capacità (eolico e solare) subentra troppo lentamente e la domanda aumenta, anche per l’espansione dei data centre.

VNI West resta inoltre fortemente contestato nelle aree agricole. La Victorian Farmers Federation e diverse comunità rurali sostengono che l’infrastruttura danneggerebbe terreni produttivi.

Sul fronte opposto, il Clean Energy Council avverte che cancellarla senza un’alternativa credibile potrebbe bloccare nuovi progetti rinnovabili proprio mentre il Victoria ha bisogno di sostituire una quota crescente della propria generazione di energia.