WASHINGTON - Un’amicizia solida, definita una “pietra angolare di prosperità e sicurezza”, e un’alleanza capace di superare i secoli. La visita di Stato di Re Carlo III alla Casa Bianca si è conclusa con una cena di gala che ha celebrato lo storico legame tra Stati Uniti e Gran Bretagna, proprio mentre gli Usa si apprestano a festeggiare il loro 250° anniversario dell’Indipendenza. Tra onori militari senza precedenti e un clima di confidenza, i due leader hanno messo da parte le tensioni transatlantiche per riaffermare l’indispensabilità della loro collaborazione. 

La giornata di ieri è stata segnata da una cerimonia di benvenuto sul prato sud della Casa Bianca che ha riscritto il protocollo. Per la prima volta in una visita di Stato, il Re e il Presidente hanno presieduto a un “Pass in Review” che ha coinvolto oltre 300 membri del servizio attivo provenienti da tutte e sei le branche delle forze armate americane, inclusa la Space Force. 

Durante il brindisi, Carlo III ha dichiarato di essere a Washington per “rinnovare un’alleanza indispensabile”. Facendo eco al discorso tenuto poche ore prima davanti al Congresso, il monarca ha esortato le due nazioni a restare unite di fronte alle sfide globali, citando la necessità di una “risolutezza incrollabile” per garantire una pace giusta in Ucraina. 

È stato proprio durante la cena che il presidente Donald Trump ha rilasciato i suoi primi commenti pubblici sul tema più caldo dell’agenda estera: il conflitto con Teheran. “Carlo è d’accordo con me ancor più di quanto lo sia io”, ha scherzato Trump, “non permetteremo mai a quell’avversario di avere un’arma nucleare”. Il Re ha risposto sottolineando che solo insieme le due potenze possono affrontare un mondo “sempre più complesso e conteso”. 

Nonostante la solennità, non sono mancati scambi di battute che hanno mostrato l’intesa personale tra i due. Carlo III ha risposto con eleganza ai recenti commenti di Trump, secondo cui gli alleati parlerebbero tedesco senza il supporto Usa nella Seconda Guerra Mondiale, scherzando sul fatto che, se non fosse per i britannici, gli statunitensi parlerebbero francese, in riferimento alle contese coloniali precedenti al 1776.  

Dal canto suo, Trump ha definito fantastico il discorso di Carlo ai legislatori, aggiungendo con la sua tipica ironia che il Re è riuscito a far alzare in piedi i democratici, cosa che a lui non è mai riuscita. 

Oltre al simbolismo, la visita ha toccato temi concreti come la difesa comune (con la produzione congiunta degli F-35) e la difesa della democrazia. Il Re è stato accolto calorosamente dai membri del Congresso, dove ha ribadito che il legame tra i due popoli non si ferma ai 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza, ma affonda le radici in oltre quattro secoli di storia condivisa.