MELBOURNE - Un’intervista, quella che Gaetano Lombardo, Chief marketing & communications officer del Palermo FC, ci ha concesso ai microfoni di Rete Italia, dove non si è parlato solo di sport e di calcio, ma di identità e senso di appartenenza. Il ‘pretesto’ è stata l’importante, storica, trasferta australiana dei rosanero, ma il tema vero, in fondo, è il rapporto tra una comunità emigrata e le proprie radici.

Certo, per molti sarà l’occasione di vedere finalmente dal vivo il Palermo. Per il club rosanero, invece, il viaggio in Australia rappresenta qualcosa di molto più profondo di una tournée internazionale.

Dietro le due amichevoli contro Melbourne City e Juventus c’è infatti un progetto che parla di identità, appartenenza e memoria collettiva. L’obiettivo non è soltanto disputare due partite, ma riallacciare un filo con migliaia di italiani e, soprattutto, di siciliani che vivono dall’altra parte del mondo. È questa la visione che ci ha raccontato Lombardo, un’idea che parte da una convinzione precisa: il calcio, oggi, non è più soltanto uno sport.

“Il calcio è più uno strumento che il fine ultimo della comunicazione. Questo è la visione che noi abbiamo sempre avuto, da quando il Palermo è ripartito da zero, per raccontare la sua storia”, spiega Lombardo. “Il calcio diventa un pretesto, uno strumento fortissimo per arrivare al cuore delle persone e riuscire a comunicare tutti i valori che sono legati al nostro inconfondibile marchio. Questo è il senso ultimo della nostra spedizione in Australia”.

Per questo motivo la trasferta australiana sarà diversa da una normale tournée estiva. Il Palermo arriverà a Perth con un certo anticipo rispetto alle partite, organizzando incontri con la comunità e iniziative pensate per lasciare qualcosa che resti anche dopo il ritorno della squadra guidata da Filippo Inzaghi in Sicilia.

“Vogliamo radicare un rapporto con la comunità locale che possa partire prima della nostra tournée e soprattutto durare dopo che saremo ripartiti - racconta Lombardo -. Quello a cui noi aspiriamo è riuscire a far convergere l’intera comunità attorno al Palermo come strumento di appartenenza a un territorio, a delle radici”.

L’idea è quella di creare un Palermo Club stabile, capace di continuare a riunire tifosi e appassionati anche quando la squadra sarà tornata in Italia. Ma, nelle parole del dirigente rosanero, emerge chiaramente che il progetto guarda oltre il semplice tifo.

La consapevolezza di un filo narrativo che vada ben oltre l’importante ottenimento di risultati sul campo, che è connaturata nella storia del club. Dopo il fallimento del 2019, il Palermo ha saputo ricostruire la propria identità partendo proprio dal legame con la sua gente.

“Il Palermo è rinato molto più forte di prima, come certe piante che una volta morte in qualche modo tagliano i rami secchi e si rafforzano nelle proprie radici”, ricorda Lombardo. Un’immagine che il capo della comunicazione dei rosanero collega immediatamente a un episodio rimasto impresso nella memoria della società. “Il Palermo rinasce in Serie D e si ritrova con 10.000 abbonati in quarta divisione, record di sempre nel calcio italiano, e tra questi 10.000 abbonati c’era una larghissima parte di abbonati da paesi del mondo lontani dall’Italia, tutte persone che si sono abbonate come atto simbolico di appartenenza e di vicinanza proprio nel momento della difficoltà e del bisogno. Questo per me è stato un messaggio straordinario della potenza che la nostra comunità poteva avere”.

È anche da qui che nasce il modo con cui il Palermo interpreta il proprio ingresso nel City Football Group. Un rapporto che, sottolinea Lombardo, non ha cancellato l’identità del club, ma l’ha resa ancora più solida. “Dal punto di vista valoriale non c’è differenza tra il modo in cui il grande gruppo internazionale concepisce l’attaccamento alla propria missione e quello in cui un club che riparte dalla quarta divisione instaura il rapporto con i suoi tifosi”.

La stessa filosofia guida anche la comunicazione del Palermo, profondamente cambiata negli ultimi anni. “Oggi, secondo me, i competitor del settore sportivo non sono gli sport, ma sono le altre piattaforme di intrattenimento”, osserva Lombardo. “La mia area di azione non è più il campo di gioco, ma parte dal campo di gioco, perché l’aspetto comune sono le emozioni che il campo di gioco stimola, non soltanto il gioco in sé”.

In un mondo dominato dai contenuti veloci e dai social network, mantenere autenticità e credibilità è un passaggio critico, sfidante. “La ricetta è una sola, avere ben chiara la nostra identità e qual è il sistema valoriale collegato alla nostra identità”, spiega. “La differenza non la fa tanto il formato del contenuto, la fa la coerenza del contenuto con il sistema di valori che lo ha generato”.

Ed è forse proprio questa la sintesi migliore della tournée australiana del Palermo. Le partite dureranno novanta minuti. Il progetto che il club siciliano porta con sé, invece, punta a lasciare un segno molto più duraturo. “Spero che queste amichevoli possano essere uno strumento per stimolare quel senso di comunità”, conclude Lombardo. “Mi aspetto che le partite siano uno strumento per innescare questo meccanismo e spero davvero di poter tornare dall’Australia con tanti amici da poter sentire di tanto in tanto anche a migliaia di chilometri di distanza”.