BARCELLONA (SPAGNA) - Ieri la visita al nuovo Camp Nou (“Sono tornato in un posto che mi manca con tutto il cuore. Un posto dove ero immensamente felice, dove tutti voi mi avete fatto sentire mille volte la persona più felice del mondo. Spero di poterci tornare un giorno e non solo per salutarvi come giocatore, cosa che non ho mai potuto fare...”).
Il tutto lontano dai riflettori finché Leo Messi non ha deciso di postare il video sui social. Una visita notturna, intensa e piena di emozioni, oggi, invece, l’intervista al quotidiano catalano “Sport”.
“Mi ha lasciato una strana sensazione l’addio al Barça, per come sono andate le cose, per aver giocato i miei ultimi anni senza tifosi a causa della pandemia. Dopo aver trascorso tutta la mia vita lì, non me ne sono andato come immaginavo e come sognavo. Pensavo che avrei giocato tutta la mia carriera in Europa al Barcellona e poi, sì, di venire qui negli Stati Uniti come ho fatto, perché quello era il mio progetto. Anche l’addio è stato un po’ strano, ma penso che l’affetto dei tifosi ci sarà sempre per tutto quello che abbiamo vissuto insieme”, le parole di Messi.
Difficile per lui scegliere il momento più felice in azulgrana. “Quando parliamo di felicità pensiamo ai titoli, ai successi, alle cose importanti che abbiamo realizzato. Ma il primo ciclo di trionfi con Guardiola è stato straordinario, così come l’ultima Champions League con Luis Enrique. Non lo so, è difficile scegliere un solo momento”, dice Messi che poi si è ritrovato a vivere due stagioni non semplici a Parigi.
“Ma non è stato un incubo - ci tiene a sottolineare Messi -. Ho detto che non mi sono divertito, ma perché non ero contento di quello che facevo e di quello che amo fare: giocare a calcio, la routine quotidiana, gli allenamenti, le partite. Semplicemente non mi sentivo bene. Ma abbiamo vissuto un’esperienza molto positiva come famiglia. La città è spettacolare, ci siamo divertiti. Era la prima volta che lasciavamo Barcellona ed era tutto nuovo per noi, il che ha reso tutto molto difficile”.
Poi gli Stati Uniti, un’altra bella esperienza, ma nel frattempo l’età avanza. “Finché mi sentirò fisicamente in forma continuerò a giocare allo stesso modo, cercando di essere competitivo, di vincere e di dare sempre il massimo. Quando mi accorgerò di non essere all’altezza, di avere difficoltà in campo o di non divertirmi, allora quello sarà il momento di smettere. Ma in questo momento mi diverto, mi sento bene”.
E quindi pensare di vederlo al Mondiale del 2026 per difendere il titolo vinto in Qatar, dovrebbe essere scontato anche perché si giocherà proprio negli States.
“Sì il Mondiale è qualcosa di speciale, soprattutto dopo averlo vinto. Ma non vorrei mai essere un peso. Voglio sentirmi bene fisicamente, essere sicuro di poter aiutare e dare il mio contributo al gruppo, alla squadra. La nostra stagione è diversa da quella europea. Avremo una preseason intermedia, con poche partite prima del Mondiale, vedremo come andranno le cose giorno per giorno per vedere se mi sentirò abbastanza in forma fisicamente per essere dove vorrei essere. Sono consapevole che il Mondiale è la competizione più importante che ci sia, mi emoziona pensarci, ma sto affrontando la situazione verificando la mia condizione un giorno alla volta”, conclude Messi.