Nel calendario degli appuntamenti più attesi del Trieste Social Club, la Serata di Gala del Presidente occupa da sempre un posto speciale. Ogni anno richiama oltre 200 soci, amici e ospiti, facendo registrare il tutto esaurito nell’elegante salone dei ricevimenti al piano superiore.
Così è stato anche sabato 27 giugno, quando tutti i tavoli erano al completo per una serata che rappresenta una delle tradizioni più sentite del sodalizio, fin dai tempi in cui il club portava il nome di St Giusto Alabarda Social Club. Ad accogliere gli ospiti c’era il presidente Ralph De Marchi, instancabile nel salutare gli intervenuti, accompagnarli ai loro tavoli e coordinare gli ultimi dettagli tra cucina e bar. Sul palco, intanto, era già pronto il duo musicale Integrity, formato da Horace e Judy.
Quando finalmente ha preso il microfono, De Marchi ha rivolto un caloroso saluto ai presenti. “Sapevamo già da qualche tempo che questa sera saremmo stati in tanti – ha esordito con una punta d’umorismo –. Siamo qui, soci, amici, ex presidenti e ospiti, per celebrare insieme la storia e lo spirito intramontabile del nostro club”.
Il presidente ha quindi voluto esprimere la riconoscenza del comitato verso tutti coloro che hanno guidato il sodalizio nel corso degli anni.
“È grazie alla loro capacità amministrativa, alla dedizione e alla lungimiranza se oggi il nostro club è considerato uno dei più rispettati club italiani di Melbourne e del Victoria. La loro eredità continua a ispirarci”.
Un ringraziamento particolare è stato poi rivolto ai soci che, nei momenti più difficili attraversati dal club all’inizio dell’anno, hanno dimostrato grande generosità.
“Molti si sono fatti avanti offrendo il loro tempo, le proprie risorse e il loro incoraggiamento proprio quando ce n’era più bisogno. La forza del nostro club è sempre venuta dalle persone: dai leader che ci hanno guidato, dai soci che ci hanno sostenuto e dalle amicizie che ci uniscono. Brindiamo alla nostra storia e a un futuro ancora più luminoso”.
Al tavolo della stampa, l’ex presidente Renato Raimondi ha voluto aggiungere una riflessione sul significato della serata, richiamando la figura del patrono di Trieste.
“Forse è stato anche un intervento del nostro San Giusto – ha detto con il suo consueto sorriso –. Egli rappresenta i valori della fede, del coraggio e della resilienza, lo spirito del popolo triestino fatto di unione, compassione e senso di appartenenza. Onorando San Giusto rendiamo omaggio anche alla nostra storia e alla nostra identità, continuando a promuovere crescita, collaborazione e nuove opportunità per il club”.
Graditi ospiti d’onore della serata sono stati la neoeletta parlamentare federale per Maribyrnong, Jo Briskey, accompagnata dal marito Ravi Chandra, il presidente del Moonee Valley Interfaith Network e dell’Avondale Heights & East Keilor Residents’ Association, nonché socio onorario a vita del club, Frank Di Blasi con la moglie Nina, e il presidente dell’Essendon Royals Soccer Club, Vitale Ferrante.
Tra una portata e l’altra della ricca cena, la pista da ballo si è rapidamente animata grazie al repertorio proposto da Horace e Judy. Dai grandi successi degli anni Sessanta e Settanta fino ai classici italiani, il pubblico ha accompagnato con entusiasmo brani come Ti Amo, Mamma Maria, Can’t Take My Eyes Off You, Rose Rosse, Shake, Rattle and Roll e tanti altri, coinvolgendo soprattutto i più giovani delle famiglie presenti.
Nel corso della serata, De Marchi ha invitato a rivolgere un saluto anche Jo Briskey e Frank Di Blasi, recentemente nominato socio onorario del Trieste Social Club.
Nel suo intervento, Di Blasi ha ricordato il ruolo che il club ha avuto nella vita di tante famiglie triestine emigrate in Australia.
“Per oltre cinquant’anni questo è stato un luogo di amicizia, solidarietà e sostegno reciproco per chi arrivava in Australia spesso con una sola valigia e tanti sogni. Con sacrificio, lavorando anche due o tre impieghi, quelle famiglie hanno costruito un futuro migliore per i propri figli e hanno dato un contributo straordinario allo sviluppo dell’Australia”. Ha poi ricordato come, negli anni, le pagine de Il Globo abbiano raccontato le storie di successo di tanti giovani italo-australiani, compresi numerosi triestini, affermatisi nei più diversi settori della società.
Nel salone si respirava un’atmosfera di sincera amicizia, tra soci fondatori e nuove generazioni. Come spesso accade in occasioni simili, tra i tavoli riaffiorava anche una domanda ricorrente: quale sarà il futuro del club?
A rispondere è stato ancora una volta Renato Raimondi, presidente dal 2015 al 2018 e membro dell’esecutivo sin dal 1969. “Perché preoccuparci troppo? Noi abbiamo fatto la nostra parte. Godiamoci queste splendide occasioni insieme agli amici di una vita. Il futuro sarà nelle mani dei soci più giovani, se lo vorranno”.
E osservando la partecipazione di tanti cinquantenni, sessantenni e dei loro figli, quella speranza appare tutt’altro che vana. Chissà che proprio tra loro non ci siano i futuri dirigenti chiamati a raccogliere il testimone e a guidare il Trieste Social Club lungo il percorso tracciato dai padri fondatori, mantenendo vivo lo spirito e le tradizioni della comunità triestina a Melbourne.